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La vera storia del Baffo
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La vera storia del baffo

La storia del Baffo

Udine. È il 1942, un anno complicato, difficile per tutti. Un anno di guerra.

In un pomeriggio di sole, un pensieroso Lao Menazzi Moretti cammina per la città: la ama, ne conosce e adora le vie, le piazze, gli scorci, i volti. Ha la macchina fotografica stretta in mano e il suo occhio curioso cerca storie da catturare. Scruta i tetti, i muri, un gatto che sonnecchia, una bicicletta in lontananza.

Il suo sguardo viene catturato da un uomo seduto in un caffè. Un uomo antico e moderno allo stesso tempo, elegante in un abito verde scuro, estremamente naturale, con un bel cappello, grandi baffi e un viso che sembra custodire mille racconti.

Come sempre accade negli incontri che segnano una vita, gli sembra di conoscerlo da sempre. Lao Moretti si avvicina all‘uomo e gli chiede se sia disposto a farsi fotografare: così, per passione, perchè in quel pomeriggio di sole di quell’anno difficile quell’uomo gli sembra una pagina di serenità da conservare.

Gli chiede se in cambio della foto desideri qualcosa, un piccolo compenso per il disturbo. Da sotto il suo cappello, l’uomo col baffo gli rivolge un sorriso:

“Cal mi dedi di bevi, mi baste”.

“Mi offra da bere, basta quello.”

E cosa se non un bel boccale di birra fresca? Un altro bel segno del destino, chiedere una birra proprio a Lao Moretti.

E così, mentre l’uomo con i baffi sorseggia la sua birra, Lao lo fotografa e quello scatto diventerà per sempre l’icona della birra Moretti.